Roma, 25 Luglio 2015 - Villa Ada Incontra il Mondo
Foto di Andrea Marchegiani Eccoci ancora una volta nei pressi del laghetto di Villa Ada, per una serata unica come solo i dEUS sono in grado di dare, a meno di temporali vari che il meteo aveva ipotizzato. Fortunatamente, ringraziamo l’ennesimo errore dei modelli di previsione. Il gruppo belga, guidato dallo storico frontman Tom Barman ha da poco festeggiato i vent’anni di carriera e l’attuale tour, Selected Songs, pesca tra le migliori composizioni della band d’oltralpe. I dEUS salgono sul palco poco dopo le 22, e colpisce fin da subito, per chi come me non ha mai avuto modo di apprezzarli dal vivo, che sono quelle tipiche band in grado di esprimere un potenziale incredibile nel live, ma che sul disco in minima parte si avverte. L’inizio è di quelli più orecchiabili e coinvolgenti con la sequenza rock Via, Stop Start Nature, Constant Now estratto da Keep Your Close e la graffiante wave song The Architect, ormai diventata una dei tratti distintivi del sodalizio belga. La loro musica è un classico esempio di rock contaminato che la rende particolarmente accattivante, come si è potuto apprezzare con i vari brani Don't Get What You Want e Slow. Dall’altra parte sono percepibili prepotentemente soluzioni ritmiche raffinate e complesse, mutuate sia blues e dal jazz come in Girls Keep Drinking, passando su terreni più smaccatamente elettronici e new wave come in Slow e nella il sinuosa song Quatre Mains. Il volume e la potenza del live si attesta sempre su livelli altissimi. Barman si danna l’anima sul palco destreggiandosi molto bene con le parti di chitarra, soprattutto quando è richiesto il suo intervento a sostegno ritmico del chitarrista Mauro Pawlowki, musicista che lavora moltissimo sul suono, una delle componenti fondamentali dei dEUS. Colpisce davvero molto, l’incisività al basso di Alan Gevaert. Il suo tocco è sempre pulito e virtuosistico, d'inclinazione jazzistica, ma in grado comunque di rendere più rozzo il suono quando richiesto. Esempio lampante è lo sferzante andamento di Theme From Turnpike, pezzo eclettico in sono fusi stilemi jazzistici e dissonanze tanto care ai vari Beefheart/Zappa. Non mancano, com’è giusto che sia, momenti più romantici e riflessivi nelle ballads Little Mathematics e nella tenue Instant Street, ove Barman imbraccia l’acustica. Dopo le trascinanti e devastanti note trascinanti di Sun Ra e la già citata Theme from turnpike, c’è ancora tempo per il bis con la punk Roses e la satura e lenta psichedelia di Bad Timing, resa dall’intervento di Pawlowski all’effettistica. I musicisti ringraziano e salutano, lasciando il pubblico di Villa Ada con la deflagrante ritmica di Suds & Soda, pezzo che si apre centralmente per dare vita ad una sezione sonora delirante e caotica. Tutti i musicisti divergono su linee sonore e stridenti tra loro, per poi ricongiungersi sul finale con il tema principale e coivolgente del brano, da pogo per farla breve. Che dire, le aspettative erano alte, e sono state ripagate fino in fondo. Peccato, come sempre, che questi gruppi siano poco seguiti benché non stiamo parlando di un genere poco fruibile. In particolare a Roma, dove il rapporto tra potenziale della città ed appassionati è sempre piuttosto deludente. Vi aspettiamo presto dEUS!
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Tom Barman: chitarra, voce Data: 25/07/2015 Setlist:
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