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Stearica
Oltre

Torino è certamente la più europea delle città italiane ed il mio amore per lei va oltre i luoghi comuni. La terra che diventa suburbia, i suoni meticci che si mischiano nella nebbia e generano quelle alchimie caleidoscopiche, quella voglia di “buttare tutto dentro”, di condividere.
“OLTRE”, opera prima dei torinesissimi STEARICA ha questo sapore.
Il sapore del tempo, delle esperienze (10 anni di storia e di live…mica bruscolini!!), delle visioni, di ciò che ti porta dentro e fuori te stesso.
Il disco, registrato a Torino e mixato New York ha lo sviluppo di un’enorme suite e tutto i pezzi della track list hanno una forma di collegamento l’uno con l’altro, cosa rara e fondamentale soprattutto per questo trio allargato (la “family” sconfina fino a 14 elementi, con i preziosismi di due ospiti d’eccezione come Dalek ed Amy Denio) che si muove con agilità tra deliri sonori, anticlimax acustici, momenti di intimismo e poi di nuovo furiose scorribande ai limiti dell’umana concezione.
Sapiente la capacità dei tre polistrumentisti di aprirsi alle sonorità di strumenti classici (archi, strumenti a fiato) e di elaborarli su un paradigma completamente suonato, in uno spazio dove si cerca il feed back naturale e non certo artefatto e pre costituito.
Ascoltando gli STEARICA e senza fare associazioni, mi vengono in mente i TORTOISE sotto alcuni loro aspetti, ma il percorso dei tre si sviluppa poi in un altro campo, più prossimo alla sperimentazione vera e propria.
Gli episodi meritevoli di citazioni, tra le dieci composizioni interamente strumentali (tranne alcuni momenti), sono diversi. “BOLERO ON BOTERO”, con i suoi 7’39’’ non la manda certo a raccontare e mostra un po’ tutti i caratteri sopra citati.
Notevole anche “SHE SMOKES CLOUDS” sospesa tra ritmiche in bilico tra un break beat panoramico ed il tribal e dalle sonorità acide.
“BEYOND THE BELLS…” si sviluppa in maniera circolare ed avvolgente; da un solitario e meditabondo intro pianistico prende volo con un armonico crescendo che arriva ad un prologo decisamente devastante.
La variabilità delle ritmiche è certamente un aspetto portante dei STEARICA e “21st AUGUST” ne è un lampante esempio, anche se a volte ( e mi permetto di segnalare l’unica pecca) risulta un po’ monocorde.
Chiude la track list la siderurgica “OCCHIO”, un bel calcio nello stomaco alla “forma canzone”, episodio in cui sonorità ed acido si fondono all’inverosimile e lasciano cadere l’ascoltatore in un piacevole limbo, in sospensione tra il lungo Dora torinese ed atmosfere glaciali, di attesa di un’esplosione che non arriva, ma lascia ugualmente storditi.
Prodotti da Massimo Pupillo degli ZU ed attualmente impegnati in un assiduo tour UK nel mese di dicembre, potete trovarli on web all’indirizzo www.stearica.net e sul loro myspace www.myspace.com/stearica (ragazzacci!!) e scoprire un universo nel quale lasciarsi coinvolgere, rotolare e poi ritrovarsi sotto qualche forma…non importa bene come.

80/100


Fracesco Carlucci: Chitarre (acustica/elettrica), basso, farfisa, piano, vibrafono, loops
Davide Campagnoni: Batteria, piano, marimba, loops
Luca Paiardi: Basso, piano elettrico, synth

Anno: 2007
Label: Homeopathic Records
Genere: Experimental

Tracklist:
01. Le Donne Non S'Offrono
02. Sky Smokes Clouds
03. Bolero On Botero
04. E Ogni Cosa Scompare
05. Up East
06. Beyond The Red Bells I've Heard Gold Bulls
07. W The King Of Assholes
08. 22nd August
09. 21st August
10. Occhio

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