Home Recensioni Live Tao & Paolo Fresu - Castel San Pietro Terme (BO), 18 Aprile 2016

Tao & Paolo Fresu
Castel San Pietro Terme (BO), 18 Aprile 2016

Castel San Pietro (BO), 18 Aprile 2016 - Crossroads Festival - "Cassero" Teatro Comunale

Nonostante sia una sera di inizio primavera una arietta fresca e frizzante soffia attraverso l'antica porta di ingresso al paese sulla quale si erige il “Cassero”, struttura sopraelevata della originaria fortificazione oggi trasformata nel teatro comunale. Vorrei entrare ma una inaspettata affluenza mi obbliga ad attendere in strada: sì è vero, è uno dei mitici concerti del Crossroads, suona Paolo Fresu, che ha una nutrita corte di ammiratori che lo seguono ovunque, ma sopratutto suonano i TAO (Talking About Ourselves), un mitico trio del panorama jazz italiano dei primi anni '90 formato da Roberto Bartoli, Francesco Cusa e Marco Ricci.

L'occasione è speciale: ricorrono venti anni dal loro ultimo concerto, e ventidue dalla realizzazione del CD “Amaremandorle”, pubblicato nel 1994 dalla YVP Music, lavoro che si avvaleva della collaborazione della voce di Cristina Zavalloni, del sax di Guglielmo Pagnozzi e della tromba di Paolo Fresu, che torna in questa occasione sul palco castellano con i TAO.

Finalmente si entra, e dopo il solito quarto d'ora accademico di ritardo, tanto più necessario per la grande affluenza all'ingresso, le luci in sala si spengono e i musicisti salgono sul palco.

Devo confessare una certa emozione al rivedere sul palco un gruppo che non ascolto da oltre 20 anni, con musicisti ai quali sono legato anche in alcuni casi da affetto e amicizia: mi sembra di vivere un viaggio all'indietro nel tempo, e non riesco a immaginare quale potrà essere la risposta del pubblico che li incontra oggi per la prima volta.

 

Un veloce saluto, poche parole per introdurre la serata, e via con la musica, in una riproposizione dell'unico CD che ha fissato il suono e il groove dei TAO.

Si comincia allora con un brano di Marco Ricci, Til Arild, introdotto dal contrabbasso di Roberto Bartoli, al quale fanno seguito due classici come Starcross lovers di D. Ellington e Well you needn't di T. Monks (avvincente la intro di quest'ultima dell'instancabile Francesco Cusa).

Il tempo, a discapito dei capelli più bianchi o meno folti, sembra non essere passato. Cusa è sempre energico e pieno di risorse, capace di far suonare anche i bulloni che reggono le aste o la bottiglietta dell'acqua semivuota. Roberto Bartoli è il motore pulsante del gruppo, l'antenna catalizzatrice di energie che a sua volta ripassa ai compagni. Ricci fornisce, oltre a una eleganza di altri tempi nei soli e nei duetti, il supporto armonico sul quale la tromba e il flicorno di Paolo Fresu, amico ritrovato in quel di Castel San Pietro, può intrecciare un dialogo sempre più serrato con i tre musicisti del trio.

Il secondo shot del concerto inizia con PPP di Roberto Bartoli, composizione dal sapore sudamericano dedicata a Pier Paolo Pasolini, e continua con un'altra composizione di Ricci, Miowa, alla quale segue un classico come My Spanish.

Il terzo e ultimo shot comincia con un classico di Monk, Epistrophy, al quale segue il gospel Look to the rainbow; il concerto si “sarebbe” dovuto concludere con Amaremandorle, il brano di Marco Ricci che dà il titolo all'album, ma...

Ma il pubblico non ha lasciato che i quattro musicisti si nascondessero dietro le quinte, richiamandoli sul palcoscenico a gran voce e ritmando gli applausi. La coda del concerto ha offerto, oltre alla riproposizione di uno dei brani in scaletta, una vera chicca, la Ninna nanna di Bartoli, con la quale i musicisti hanno congedato il pubblico.

 

 

 


Paolo Fresu – tromba

Marco Ricci – chitarra

Roberto Bartoli – contrabbasso

Francesco Cusa – batteria

Paolo Fresu artist in residence

Data: 18/04/2016
Luogo: Castel San Pietro (BO) - Cassero - Teatro Comunale
Genere: Jazz

 

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