Questo disco dal vivo di Graham Nash, il primo ed unico da solista, celebra i due album a suo nome usciti nei primi anni '70, qui eseguiti integralmente senza alcuna soluzione di continuità. Contenevano dissertazioni profonde afferenti a delusioni amorose, viaggi lontani, ricordi d'infanzia, inni politici, tutti argomenti che, in quel particolare momento storico, ebbero la forza, assieme ad altri album epocali contemporanei (tra i quali impossibile non citare "If I Could Only Remember My Name" dell'amico David Crosby), di toccare le coscienze di una generazione che, scossa dalla guerra del Vietnam, pativa un malessere interiore, non riuscendo a godere in toto i benefici di un'epoca a dir poco aurea. Al riguardo, il popolare cantante ha recentemente dichiarato: "Ho cercato di capire perché "Songs For Beginners" e "Wild Tales" furono e sono così popolari e penso che ciò sia dovuto all'intimità e all'immediatezza delle mie emozioni (...) Dovremmo imparare dalla storia e non sembra che stiamo imparando molto. Un brano come "Military Madness"... non è rilevante ancora oggi? La speranza che possiamo cambiare il mondo, non è ancora attuale oggi? Sono molto lusingato dal fatto che la mia musica sia durata così a lungo, ma sono anche un po' sconvolto dal fatto che dobbiamo continuare a cantare una canzone come "Military Madness". E' veramente troppo!" Registrato negli Stati Uniti nel settembre del 2019, il disco vede la presenza del chitarrista Shane Fontayne e del tastierista Todd Caldwell (il secondo è stato apprezzato quale membro aggiunto dei rinomati Crosby Stills & Nash). L'opera è certamente valida e ci consegna un Graham Nash che, sul piano esecutivo, non registra alcuna flessione, vantando una voce ancora incredibilmente cristallina. Da un punto di vista strategico, invece, se può essere compresa l'esclusione di brani tratti dal repertorio dei citati Crosby Stills & Nash e dalla discografia non meno importante pubblicata in coppia con David Corsby - scelta comune a molti artisti, molto propensi, in questo modo, ad impedire che il blasone dei gruppi famosi ove hanno militato offuschi la produzione solista - lascia perplessi la scelta di ignorare quanto resta di quest'ultima: tralasciando il discutibile "Innocent Eyes" (album largamente penalizzato dal sound plastico degli anni '80), alcuni brani presenti nei validissimi "Earth & Sky" del 1980, e "Songs for Survivors" e "This Path Tonight", di più recente pubblicazione, potevano certamente essere tributati. |
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