Partiamo da un presupposto: l’idea che sta alla base del nuovo album di Vincent Furnier è tutt’altro che sbagliata o da stroncare a prescindere.
Seppur niente di originale, soprattutto in campo hard rock, dove certi temi ormai sono anche troppo inflazionati, il mood narrante di questa sua 26esima fatica in studio funziona. In pratica, Along Came A Spider è un concept che narra le vicende (dalla sua ascesa in campo criminale arrivando all’amaro finale passando per la scoperta delle sue modalità di uccisione) di un folle omicida che porta il nome di Spider, un personaggio che non sta a posto con la testa insomma, delineando una storia molto lineare e semplice di traccia in traccia ma non per questo necessariamente scontata.
Musicalmente, lo “zio Alice” si presenta col solito rock glitterato, a tratti oscuro e dark, garantito dalla sua voce sempre più sporca e roca, confezionando un disco per certi versi anche patinato nella produzione. Non mancano, come da copione, gli episodi più catchy e di facile presa come “Wake The Dead” e “(In Touch With) You Femmine Side”, come non è assente il lento di turno con “Killed By Love”. Se “I’m Hungry” per carica vince la palma di miglior pezzo del lotto grazie al ritornello antemico e perfettamente confezionato, il resto sinceramente non lascia dietro nessuna traccia, se non arrivati alla fine. Troppo moscio e scontato, spesso piatto, questa prova manca davvero di spunti interessanti, se togliamo appunto le ottime liriche che, come detto all’inizio, sono l’unico motivo per l’ascoltatore di arrivare fino alla fine del disco. Cosa sia successo a quello psicopatico rocker di nemmeno troppi anni fa non è dato saperlo, resta il fatto che “The One That…” suona come suonano decine di suoi pezzi, e l’altra ballata del lotto “Salvation” che nonostante un bel crescendo orchestrale, può essere usata come perfetto sonnifero. Tra le poche cose che si salvano però è giusto citare anche la conclusiva “I Am The Spider/Epilogue”, dall’incedere cupo e marziale e col singer che fa il verso a Marlyn Manson (si direbbe ironia della sorte, o chiusura di un cerchio), personaggio che deve tutto dal punto di vista estetico a Cooper.
Spesso noioso e poco digeribile, siamo addirittura un passo indietro rispetto alle ultime uscite. Solo per fan accaniti.
55/100
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Alice Cooper: Voce Keri Kelli: Chitarra Jason Hook: chitarra Chuck Garric: Basso Eric Singer: Batteria
Anno: 2008 Label: Steamhammer\Audioglobe Genere: Hard’n’Heavy
Tracklist: 01. Prologue/I Know Where You Live 02. Vengeance Is Mine 03. Wake The Dead 04. Catch Me If You Can 05. (In Touch With) Your Feminine Side 06. Wrapped In Silk 07. Killed By Love 08. I’m Hungry 09. The One That Got Away 10. Salvation 11. I Am The Spider/Epilogue
Sul web: Alice Cooper Alice Cooper@MySpace
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