Due sono i nomi di spicco di questa nuova band britannica, il primo, Adam Wakeman, figlio di quel Rick che ha creato splendide pagine progressive insieme agli Yes e che oggi sostituisce proprio il padre nell’ennesimo cambio di line-up. Il secondo è ben noto per essere il cantante dei Threshold.
Due nomi importanti legati al Metal ed al Progressive ed il sound non poteva non esserne una perfetta fusione. I restanti nomi sono forse meno conosciuti, ma sono altrettanto ottimi musicisti. La musica degli Headspace è quindi ottimo Prog Metal, suonato con grande passione e professionalità. Un arpeggio darkeggiante e molto Black Sabbath introduce “Stalled Armageddon”, il brano poi cambia volto e si trasforma in un prog metal articolato, con momenti pianistici, parti melodiche grazie a delicati fraseggi chitarristici e la particolare voce di Wilson ed in “Fall Of America”, emerge anche l’operato di Adam Wakeman, capace di creare ottime ambientazioni tastieristiche, tra momenti progressivi, altri dark, orchestrali, pianistiche e di forte impatto, dieci minuti vari e fantasiosi ed ancora rintocchi di campane per “Soldier”, poi il pianoforte di Adam Wakeman e la voce di Damian Wilson sempre perfetta anche nei momenti più lenti e melodici. Ottimo brano anche ”In Hell’s Name”, molto sinfonico con cori angelici, organo a canne ed ancora una splendida performance di Wilson ed il brano poi cresce e si trasforma in un prog metal variegato ed egregiamente suonato. Cosa dire poi di “Daddy Fucking Loves You”, splendida suite che nei suoi circa quindici minuti racchiude tutto ciò che ci si aspetta dal rock progressivo, momenti acustici, delicati, angelici (l’influenza Yes è molto presente) e dal metal, chitarre ruggenti e ritmiche più serrate e dal metal progressive, passaggi virtuosi ed articolati dove le tastiere si lasciano andare in volate progressive ed in tappeti organistici dove la chitarra è libera di prendere il volo ed il tutto sorretto da una sezione ritmica che crea un wall of sound tecnico e variegato e con un finale acustico vicino agli Yes più melodici. Gli ingredienti giusti ci sono tutti, se amate il genere, questo è il disco che fa per voi. 80/100
|
Damian Wilson: Voce Anno: 2012 |