Il suono è sicuramente l'elemento fondamentale del secondo lavoro solista di John Paul Jones anche se in alcuni pezzi vede il suo primato ridotto da interventi molto particolari: su The Thunderthief, title/track del cd, la presenza di parti vocali quasi angoscianti ci riconducono a episodi "Barrettiani", associati ad uno stacco di piano molto calzante.
Hoediddle si forma lentamente dopo circa tre minuti d'intro di bass steel guitar e ci fornisce quello che potrebbe essere il pezzo più bello dell'intero album, con l'aggiunta di un'inaspettata parentesi di folk inglese dal sapore bucolico. The Thunderthief è il secondo disco di John Paul Jones dopo Zooma, ed ancora è capace di sorprendere per la diversità e bellezza dei brani suonati e per la mole insuperabile degli strumenti suonati da Jones il cui appellativo di semplice bassista appare sicuramente riduttivo. La descrizione è lunghissima: bassi a 4, 6, 10, 12 corde, bass steel guitar, chitarra acustica ed elettrica, mandolino, mandolino elettrico, mandolino basso, mandolino a triplo manico, mandola elettrica, piano, organo, sintetizzatore, kyma, koto, autoharp e ukulele. A questo occorre aggiungere che Jones ha iniziato anche a cantare e, nonostante non abbia una voce potente, è tuttavia ricolma di personalità e passione. Ice Fishing At Night è senza dubbio il brano che più sorprende: un brano di solo piano, e nella parte centrale è possibile riascoltare quei tratti che Jones ci aveva regalato con No Quarter, uno dei pezzi più innovativi e sperimentali dei Led Zeppelin. Daphne è una sintesi dell'attuale periodo artistico di Jones con la presenza di sintetizzatori e campionamenti estremamente originali, invece Angry Angry è certamente il punto di massima flessione di un disco che presenta, per il resto, momenti notevoli. Down The River To Pray è un pezzo completamente acustico che esprime le qualità di Jones nelle vesti di arrangiatore. Shibuya Bop è l'altra colonna di questo lavoro, brano evocativo delle sonorità più care a Zooma ma si svela attraverso riff più complessi ed articolati arricchiti da inserti orientaleggianti e da un meraviglioso assolo di organo. Conclude l'album Freedom Song brano che vede Jones alle prese con un altro momento folk dalle sonorità vicine al blues. Gli aspetti innovativi del disco sono numerosi a cominciare dalla presenza della chitarra, quasi tralasciata in Zooma, già protagonista nel brano di apertura Leafy Meadows, suonata però dal nume tutelare dei King Crimson, Robert Fripp. All'interno del medesimo brano troviamo anche il caratteristico (splendido) groove che solo il basso di JPJ sa creare, con in più quel concentrato di musica progressive elargita a campioni impari. In definitiva ci troviamo di fronte ad un altro disco considerevole di John Paul Jones anche se talora appare limitato dalla sua costruzione convenzionale. |
John Paul Jones: Voce, strumenti vari Anno: 2002 |