Anicka
Roma, Teatro Trastevere, dal 4 al 6 aprile 2025

Due giovani donne sul palco, una ucraina e l’altra peruviana, intrecciano le loro storie e biografie per dare vita ad uno spettacolo che sollecita il pubblico su quanto l’identità venga influenzata, se non plasmata, da fattori culturali e sociali.

Ania e Killa, le due protagoniste, straniere, ma cresciute in Italia, tentano di strutturare la loro identità ragionando sul concetto di confine: non solo quello politico o geografico, ma soprattutto quello emotivo. Una contaminazione tra culture, storie politiche e sociali, tradizioni ed esperienze, che consente ad una ragazza peruviana (piccola di statura e scura di capelli) di interpretare, su un palco, una donna sovietica quasi anoressica, bionda e con gli occhi chiari.
“Anicka” è quasi un inno delle nuove generazioni per superare stereotipi e convenzioni sociali, contrapponendovi un mondo davvero multiculturale e libero da etichette. In questo immaginario viaggio interiore Ania Rizzi Bogdan e Killa Paz Alvarez, svelano le loro emozioni più intime, rimandando al pubblico uno spaccato dell’attuale società: un mondo globalizzato nel quale la ricerca delle proprie radici e della personale identità dovrebbe essere consentito, favorito e compreso.
Un palco minimalista e delle scritte proiettate sullo sfondo consentono al pubblico, coinvolto con un parziale abbattimento della quarta parete, di entrare nella narrazione ed emozionarsi per le vicende delle due donne. Matura la recitazione di Ania capace di rispecchiare l’austerità dell’est con contaminazioni mediterranee, più acerba l’interpretazione di Killa che, inevitabilmente, paga lo scotto della sua ancora giovane età e la poca esperienza di recitazione.
Sicuramente molto apprezzabile il filo conduttore dello spettacolo che, riflettendo sul concetto fisico e spirituale di “confine”, propone allo spettatore un punto di vista alternativo. Un po’ troppo lento invece, a parere di chi scrive, il ritmo impresso dalla regista Eleonora Gusmano, alla rappresentazione: lunghe pause e silenzi appesantiscono un po’ la narrazione. Appare poi forse troppo lasciato alla personale interpretazione il finale dello spettacolo che non riesce a tirare concretamente le fila della vicenda, concludendosi generando nello spettatore un vago senso di incompiutezza.

 

 

Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 4 aprile 2025.

ANICKA
di Eleonora Gusmano
Con
Ania Rizzi Bogdan
Killa Paz Alvarez
Drammaturgia
Ania Rizzi Bogdan
Eleonora Gusmano
Regia e Spin Time Labs
Aiuto regia Lorenzo Del Buono
Consulente storico Enrico Bonanate
Responsabile tecnico e audio Alessandro Romano
Con il sostegno di Teatro Trastevere
Produzione Focus_2

A partire da una vicenda autobiografica, il progetto Anicka si propone di indagare in che misura il concetto di identità sia una costruzione sociale, uno sforzo di differenziazione dall’altro nella ricerca del proprio sè, individuale e collettivo.
Attraverso il racconto di Ania e Killa, due straniere cresciute in Italia che mettono profondamente in crisi le loro certezze e i loro confini emotivi e strutturali per autodefinirsi, abbiamo condotto un’indagine sul raccontarsi, per la creazione di un’autofiction, aspirando all’universalizzazione del tema e domandandoci in che misura una storia già accaduta possa essere riscritta uscendo da un percorso già tracciato.
Ma soprattutto attraverso il paradosso per cui un’attrice peruviana si trovi ad interpretare Anicka, una ginnasta di Kiev, desideriamo contrapporre l’aspirazione ad un mondo di cui le nuove generazioni possano essere portatrici e in cui la ricerca della propria identità si confronti col multiculturalismo in cui viviamo.
(Fonte: comunicato stampa)

Teatro Trastevere Il Posto delle Idee
Via Jacopa de’ Settesoli, 3
Roma
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328-3546847
Contatti
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