Straordinaria la Tempesta di Alessandro Serra. Quale meravigliosa iniziazione potrà essere per i giovani spettatori che la fortuna avrà portato qui per la prima volta, nella grande conchiglia del teatro. E dopo tanti anni da spettatore la meraviglia non cessa, arricchita come strati di perla dall’evocazione di altra bellezza già conosciuta in dipinti e statue, musiche e danze.
Nel buio, il rombo di una tempesta che si avvicina. Una tenuissima luce nella nebbia accende un corpo velato, una allucinazione di Füssli, siamo forse sull’Isola dei Morti? Poi un velo nero si alza e il corpo prende vita e danza e la sua danza muove la superficie nera del mare come un gorgo, gonfia le vele delle navi, ruota vorticosamente l’aria, frastorna con scrosci e tuoni, saette e rombi - Nostromo! - Al pari della flotta del re, noi spettatori siamo già catturati dalla Tempesta. In questa isola incantata in mezzo al Mar Mediterraneo tutto può succedere. Questa è la magia di Prospero, la magia del Teatro, che può racchiudere Caliban in una roccia e farcene sentire il duro morso anche se questa roccia è fatta di poco più che luce e ombra. Citando le note di regia “La tempesta è un inno al teatro fatto con il teatro, la cui forza magica risiede proprio in questa possibilità unica e irripetibile di accedere a dimensioni metafisiche attraverso la cialtroneria di una compagnia di comici che calpestano quattro assi di legno, con pochi oggetti e un mucchietto di costumi rattoppati.”. Il regista realizza alla lettera la sua interpretazione e vediamo davvero un’asse di legno diventare un duttile oggetto di scena tanto che i personaggi lo trasportano, lo scalano come fosse un albero, ci apparecchiano un banchetto di nozze. Così Caliban è un grido che esce dalla terra per assumere una natura bestiale e mostruosa, incoronato da una gigantesca e irsuta gerla di rami secchi sulle spalle. Lui, che prima dell’arrivo di Prospero era re di sé stesso e dell’isola, ci parla con l’intonazione di chi ha imparato la lingua da adulto e con l’urlo feroce e stravolto di chi pensa di aver subito una ingiustizia. Ariel è resa al meglio nella scena iniziale, dove senza alcun apparato scenico, è un corpo che fluttua nel fondo del mare o forse un vortice nell’aria, chissà. Meraviglioso è anche l’interludio, la fantasmagorica danza di queste fantastiche creature con la testa d’albero che per le loro movenze da marionetta potrebbero essere uscite dallo Schiaccianoci: sono evocazioni della magia, sembra ricordarci il regista, non creature di carne e sangue. E siccome il teatro è magia, ci disvela un poco il retroscena, dove gli attori si cambiano d’abito. Forse di tutti i personaggi il più riuscito è questo Caliban di Jared McNeill. Anche Ariel, interpretata da Chiara Michelini ci è piaciuta, dispettosa e querula. Buffissimi Stefano - Vincenzo Del Prete e Trinculo – Massimiliano Poli, che mescolano i dialetti napoletani e pugliesi per ricordarci che siamo nel Mare Nostrum. Il Prospero di Marco Sgrosso è una bella presenza scenica nel suo abito bianco ma forse è meno convincente nella recitazione, e la sua bacchetta di semplice legno a volte, più che uno scettro, sembra un bastone da passeggio. Alessandro Serra firma sia traduzione e adattamento che la regia, la scenografia, le luci, i costumi e la musica e il pubblico divertito, ha risposto con entusiasmo alla preghiera finale di Prospero e magicamente, con le sue mani, ha sciolto e liberato da ogni laccio il regista e con il fiato amico ne ha gonfiato le vele.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 15 novembre 2022.
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LA TEMPESTA di William Shakespeare
Traduzione ed adattamento Alessandro Serra con (in ordine alfabetico) Andrea Castellano, Vincenzo Del Prete, Massimiliano Donato, Salvo Drago, Jared McNeill, Chiara Michelini, Maria Irene Minelli, Valerio Pietrovita, Massimiliano Poli, Marco Sgrosso, Marcello Spinetta, Bruno Stori
regia, scene, luci, suoni, costumi Alessandro Serra
collaborazione alle luci Stefano Bardelli collaborazione suoni Alessandro Saviozzi collaborazione ai costumi Francesca Novati maschere Tiziano Fario consulenza linguistica Donata Feroldi
produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale / Teatro di Roma - Teatro Nazionale / Emilia Romagna Teatro ERT – Teatro Nazionale / Sardegna Teatro / Festival d'Avignon / MA scène Nazionale - Pays de Montbéllard in collaborazione con Fondazione I Teatri Reggio Emilia / Compagnia Teatropersona
Piccolo Teatro Strehler Largo Greppi - M2 Lanza Tel. 02 21126116
Orari:
martedì 15 ore 19.30 mercoledì 16 20.30 giovedì 17 19.30 venerdì 18 20.30 sabato 19 19.30 domenica 20 16.00 martedì 22 19.30 mercoledì 23 20.30 giovedì 24 19.30 venerdì 25 20.30 sabato 26 19.30 domenica 27 16.00
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