Già dalle dichiarazioni dell'autore della commedia, Massimo Pazzaglia, ci si può rendere conto che lo spettacolo, oltre a prendere spunto da vecchi film a metà strada tra il giallo e il divertente irreale, propone una storia ingarbugliata, con strani personaggi, che rasentano l'assurdo ed un finale del tutto inaspettato. Chiarito questo dettaglio di non poco conto, la rappresentazione porta una ventata di leggerezza e qualche risata. L'elemento natalizio, fortemente rappresentato sul palco con un grande albero addobbato ed un imponente presepe (oltre a scatole di panettoni disseminate ovunque), stempera l'atmosfera noir che man mano si delinea nel proseguo della storia. Non mancano momenti surreali che i quattro protagonisti (Edoardo Ciufoletti, Giorgia Lepore Martinelli, Massimiliano Pazzaglia, Federico Scribani), padroneggiando diversi dialetti, riescono a rendere divertenti creando anche una leggera suspense tra il pubblico. Il gioco di luci ed il continuo entrare ed uscire degli attori dalla scena, movimentano la pièce, e la cupa atmosfera ricreata simulando un temporale donano un tocco thriller ad una commedia improntata sulla frivolezza. Gli improbabili protagonisti riescono, ognuno a modo proprio, ad accattivarsi la simpatia del pubblico nonostante i loro ruoli che, almeno teoricamente, dovrebbero scandire il divario tra il bene ed il male, il lecito e l'illegale. Ma a Natale si è tutti più buoni ed anche i nostri personaggi non sfuggono a questa regola aurea. "Non sparate sul presepe" è un classico spettacolo in stile "feste di Natale", adatto al pubblico di ogni età, assurdo e fantasioso, ironico quanto basta, piacevole da guardare: non promette guizzi entusiasmanti, ma presenta un simpatico immaginario, con un finale tutto da assaporare. Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 20 dicembre 2024. |
Associazione Culturale Teatro Trastevere presenta La notte della vigilia di Natale in una casa sperduta nella campagna toscana. Un uomo taciturno in cerca della sua pace. Una ragazza fin troppo dolce in cerca del suo passato. Un camionista scorbutico in cerca di una donna da amare. Un autostoppista meridionale in cerca della sua famiglia. Mentre scrivevo “Non sparate sul presepe” avevo in mente tre riferimenti cinematografici che erano rimasti sedimentati nella mia memoria di appassionato di cinema: “The Rocky Horror Picture Show” di Jim Sharman, “Arsenico e vecchi merletti” di Frank Capra e “L’angelo sterminatore” di Luis Buñuel. La mia commedia, con il dovuto rispetto, vuole situarsi al centro di un immaginario triangolo che ha queste pellicole come vertici. Mi piaceva l’atmosfera cupa e piovigginosa dell’inizio del film di Sharman, con la richiesta di aiuto dei due protagonisti. Mi piaceva quel miscuglio di fiaba, festa e affetto familiare di “Arsenico e vecchi merletti”, commedia di pura evasione con venature noir. Ed infine, amo lo stile surreale di Buñuel de “L’angelo sterminatore”, con i protagonisti che addirittura non riescono più ad uscire dal salone del palazzo del proprio ospite. Ho costruito questa storia tenendo anche presente il detto “Scrivi ciò che ti piacerebbe vedere”, mescolandola con la mia idea del Natale e creando una trama fantasiosa (e surreale) che si snoda come un giallo brillante, con divagazioni e digressioni eccentriche dei nostri personaggi, per arrivare ad un finale che sorprenderà lo spettatore. Teatro Trastevere |