Boomers
Roma, Teatro Brancaccio, 1-2 aprile 2025

"Boomers": uno spettacolo che si discosta un po’ dalle rappresentazioni a cui Marco Paolini ci ha abituato, ma che mantiene intatto lo stile narrativo dell'autore amplificato dalla grande capacità comunicativa.

Non un resoconto (come ci si sarebbe potuto aspettare) dei ricordi e delle avventure di una generazione (definita boomers perché nata negli anni del boom economico), ma una ballata che attraverso un visore di realtà aumentata prende vita e costruisce, mescolandoli quasi a caso, ricordi, avventure, eventi storici e bellici, primi amori e politica, in un calderone immaginario dove a farla da padrone è l’algoritmo.
50 anni di avvenimenti osservati da una particolare prospettiva: il bar della Jole, un punto di ritrovo per tutti nel paese, collocato sotto il pilone della prima autostrada costruita in Italia. Il bar e “la Jole” diventano un micro universo attorno al quale ruotano gli eventi di un mondo in trasformazione: lo sbarco sulla luna, gli attentati terroristici, le lotte di classe, ma anche gli amori giovanili e soprattutto tanti stereotipati personaggi che, tra reale e realtà virtuale, si muovono come atomi in un variegato universo sociale.
In "Boomers" ritroviamo riflessioni sul divario generazionale, sulla condizione femminile, sull’importanza della memoria, ma anche sulle insidie delle nuove tecnologie dalle fake news al google effect, virtuale e reale che si mescolano e si confondono in ricostruzioni create da un asettico algoritmo alimentato da un sistema di dati.
Paolini, come sempre, con l’accattivante voce e la tipica inflessione dialettale, riesce a dare una personale chiave di lettura per il tempi che scorrono, chiedendosi se tanto progresso sia necessariamente qualcosa di migliore.
Sul palco, impreziosito da uno schermo sullo sfondo, interagiscono con Marco Paolini tre bravi musicisti e soprattutto la co-protagonista Patrizia Laquidara, cantante dalla superba voce, capace di esprimere la sua elevata professionalità nelle canzoni e nella costante e quasi aleggiante presenza sul palcoscenico.
In un’ora e mezzo di spettacolo ci sono momenti in cui si ride ed altri in cui lo spettatore viene costretto a riflettere (o a ricordare se assimilabile alla categoria dei boomers), sul tempo che scorre, su come si viveva un tempo, su sensazioni vere o replicate virtualmente, sulle proprie aspirazioni, realizzate o meno.
“Boomers” è uno spettacolo complesso, ma adatto al pubblico di ogni età, divertente e toccante, con un finale spiazzante che potrebbe lasciare un po’ di amaro in bocca se la verve di Patrizia Laquidara non scatenasse il pubblico, in un totale abbattimento della quarta parete, intonando tutti insieme “Figli delle Stelle”, esorcizzando così il leggero velo di tristezza sempre in agguato quando le memoria ci riporta ai “bei tempi andati”.





 

Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 1 aprile 2025.

MARCO PAOLINI
PATRIZIA LAQUIDARA

BOOMERS

testi di Marco Paolini e Michela Signori
consulenza alla drammaturgia Marco Gnaccolini e Simone Tempia
con Luca Chiari
Stefano Dallaporta
Lorenzo Manfredini
canzoni originali Patrizia Laquidara
musiche di scena originali Alfonso Santimone
disegno luci e progetto scenografico Michele Mescalchin
fonica Piero Chinello
assistenza tecnica Leonardo Sebastiani
direzione tecnica Marco Busetto
elementi scenici Pino Perri
montaggio documenti sonori Alberto Ziliotto
grafica e foto di scena Gianluca Moretto
prodotto da Michela Signori
coproduzione Jolefilm e Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale

Regia di MARCO PAOLINI

Boomers è una ballata teatral-cybernetica, un nuovo album di racconti dove la memoria collettiva di una generazione viene trasformata in scenari da videogioco in realtà virtuale “vietato ai minori di 48 anni non accompagnati”, all’interno del quale Nicola - alter ego/avatar di Marco Paolini - ritorna di nuovo giovane nel suo posto-rifugio, il famigerato bar della Jole, per poter rievocare e rivivere avventure, primi amori, faide politiche e un caleidoscopio di 50 anni della storia d’Italia mischiati alla rinfusa da un algoritmo ancora in fase sperimentale.
Come fosse un moderno affresco in 8 bit di un mondo nuovo in costruzione, ci si trova a guardare la scena che si svolge sotto un pilone di un ponte autostradale, che passa da un’inaugurazione ad un’altra senza alcuna manutenzione. Sotto al ponte il centro del mondo, il bar della Jole, padrona dell’avvicendarsi di storie e relazioni tra Nicola, clienti abituali e lunatici matti della piazza. Regina lucente per quella fauna di umanità scalcagnata che nei tempi bui in cui vive trova, anche nella luce più fioca, una stella polare cui appoggiarsi, per alleviare la solitudine, almeno fino al giorno dopo.
Boomers è anche la storia di un dialogo tra generazioni interrotto, un rapporto padri e figli sfilacciato che si tenta di riallacciare nella realtà ricostruita in un mondo virtuale. Un personale paradiso ideale composto da ricordi e accadimenti storici che nel loro innestarsi, senza ordine cronologico veritiero, creano un Frankenstein narrativo che vive grazie ai racconti-resoconti delle esperienze di gioco che Nicola compie in questo universo creato dal figlio, programmatore di realtà virtuale per una società di videogiochi internazionale.
Le nuove tecnologie mettono in crisi la trasmissione dell’esperienza e la funzione maieutica della memoria. La memoria in Boomers diventa esperienza di “messa in gioco” e pone una sfida alla realtà del nostro tempo: vero e reale è ciò che si vive o ciò che si racconta? E noi siamo un sistema di dati in apparenza singoli oppure un sistema più profondo di legami complessi?
Lo spettacolo nasce dall’esperienza di un autore che ha fondato sulla memoria una parte importante del suo lavoro e oggi si interroga su quali siano le risposte possibili del teatro (luogo della finzione e della rappresentazione per vocazione) ad un mondo in cui esperienze virtuali e reali sono sempre più mescolate senza gradi di separazione netti.
La musica ha un ruolo molto importante, con un piccolo ensemble di musicisti guidato da Patrizia Laquidara, una delle voci più intense e liriche della musica “leggera”, figura inafferrabile, poliedrica e brillante della musica d’autore contemporanea.
Sul palco la Laquidara prenderà le sembianze di Jole, personaggio mitico degli Album, ex partigiana, ex prostituta, gestiva e gestisce il bar-centro-del-mondo attorno al quale tutte le storie si snodano.
(Fonte: comunicato stampa)

Teatro Brancaccio
via Merulana 244
Roma
06 8068 7231


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