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Goran Kuzminac: "Fiato" è il 15° album del cantautore
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Goran Kuzminac è uno di quegli artisti che il tempo ha migliorato artisticamente, che continua la sua strada di cantautore pubblicando dischi belli e coerenti come il nuovo “FIATO” (su etichetta NemaProblema / distribuzione Egea Music), che esce a cinque anni dall’altro progetto di inediti, “Dio suona la chitarra”.

Serbo di nascita (Belgrado, 1953) e di famiglia, italiano di adozione e letteralmente apolide per convinzione (continua a vivere tra il nord e il sud della nostra Penisola), Goran Kuzminac potrebbe riassumersi in una frase come “il cantautore che non ha mai rinunciato a sé stesso”.

Una storia musicale che comincia alla metà degli anni ’70 ‐ che passa per alcune hit (da “Festivalbar” e in radio) come “Ehi ci stai!”, “Stasera l’aria è fresca” ‐ e arriva ad oggi, senza compromessi, con quell’idea di sana libertà artistica che gli ha permesso di togliersi qualche sfizio e di fare tante rinunce, a cominciare dal successo popolare arrivato per altri suoi colleghi: appunto, i colleghi, i suoi compagni di viaggio in tour e in studio sono stati ‐ per citare i primi che vengono in mente ‐ Venditti, De Gregori e Dalla; Ron e Ivan Graziani, che con Goran condivisero un indimenticabile progetto artistico che portò al successo di una splendida “Canzone senza inganni”; e oggi è gente come Alex Britti e alcuni dei più bravi musicisti di quella scuola a cui Goran ha donato la più illustre “chitarra finger‐picking” che abbiamo in Italia.

La qualità acustica del nuovo “FIATO” è quella di tutti gli altri suoi album, così come la capacità di creare, con la sua indiscussa tecnica chitarristica, il suono inconfondibile e intatto di Kuzminac: il “tocco folk e blues” predominante è accompagnato e impreziosito da un’attenzione particolare alla voce e al respiro: al “Fiato”, appunto!

Le tredici tracce che compongono il disco in modo da porre proprio l’accento sul “cantato” di storie minimaliste che non hanno tempo e riferimenti, dove è bene “entrare in silenzio” per ascoltarle e non uscirne più. Realizzato in quasi due anni di lavoro, il disco spazia dal folk alla musica d’autore; al blues con qualche accenno di archi e fiati; dal “passaggio di una banda” alle “atmosfere jazz”.

Pur non presentandosi come un “concept album”, “FIATO” racconta “l’amore carnale e appassionato, ovvero, come ama definirlo Goran, “il vero leit motiv che unisce tutti i brani". E conclude: “musicalmente è un orologio di precisione per tutti coloro che sanno apprezzare la musica. Ci sono storie di donne come “Carmen dal passo lungo”, “Cerco una donna”, “Ogni volta che mi tocchi”, “Tienimi con te”, “Per Nessuno”; esercizi “di stile Goran” come “Fantasia” e “Gkolo”; piccoli “affreschi di vita” come “Il respiro degli amanti” e “Quello che ti do”; echi di armonica e di “rock” in “Cose che uccidono” e “Corro come nuvola”.

E l’immagine del disco che meglio rappresenta il cantautore (oggi anche musicoterapeuta in un ospedale psichiatrico romano) e la sua barba folta e canuta, il suo sguardo pacifico e divertito, è la “bonus track” dal titolo “Se fossi una mosca”, quella proverbiale e ancestrale curiosità di artista girovago che lo ha portato (fin dagli inizi) ad essere “borderline” con l’industria discografica ma, al contrario, dentro l’immaginario del pubblico che ama i cantautori e riconosce loro una bella fetta della cultura popolare degli ultimi quarant’anni.

L’album “FIATO” è disponibile anche sul sito ufficiale di Goran (www.seicorde.com)

Fonte: Ufficio Stampa Daniele Mignardi Promopress Agency




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